Un angolo di Basilicata al Vinitaly

Si è concluso anche Vinitaly…

Questa volta ho deciso di trascorrere soltanto un giorno a Verona e, purtroppo, il tempo è volato.
Ho passato tutta la giornata principalmente in Basilicata, per scelta, ed è stato un vero piacere ritrovare e chiacchierare con vecchi amici e con nuove conoscenze, ma soprattutto assaggiare i loro vini, le nuove annate e anche qualche novità.
Di seguito alcuni produttori che mi hanno entusiasmato.

Az. Agricola Michele Laluce, un piccolo produttore della zona di Ginestra. Avevo sentito parlare dei suoi vini e li avevo assaggiati tempo fa, ora era il momento di approfondire.
Si inizia da un bianco “Basilicata IGT Morbino 2010” ottenuto da un 60% di moscato e 40% di malvasia, vino fruttato, semplice, con una discreta acidità e una buona persistenza.
Si passa a “Basilicata IGT S’Adatt 2006” ottenuto da uve Aglianico del Vulture 100%. Buoni sentori di frutta rossa e una leggera nota di cipria. In bocca è vino semplice e di buona beva con discreta acidità e persistenza.
Saliamo sempre di livello e ci troviamo di fronte alla prima DOC, “Aglianico del Vulture DOC Zimberno 2006“, il 30% affina in botti di rovere. Al naso spicca subito la frutta matura con una leggerissima nota vanigliata. In bocca è di struttura e con un tannino ancora un po’ grossolano.
Saliamo ancora e passiamo a “Aglianico del Vulture DOC Le Drude 2006“, affinato per almeno 2 anni in botte di rovere che gli conferiscono note molte speziate che ricordano liquirizia e cuoio. In bocca la struttura la fa da padrona, ha un buon equilibrio con un tannino presente ma piacevole e non invasivo. Una buona bevuta.
Az. Agricola Eubea, ho avuto modo di conoscere Eugenia Sasso e suo papà, il professore, durante la mia visita in cantina fatta l’anno scorso in cui avevo assaggiato (era ancora nella botte che fermentava) il passito di Aglianico del Vulture “Roinos Passito“, qui a Vinitaly finalmente l’ho visto in bottiglia! Al naso ricorda i fiori appassiti, secchi, la frutta candita e una leggera nota speziata molto suadente; in bocca è sensuale, piacevole, avvolge tutto il palato delicatamente senza essere mai aggressivo e stucchevole. Una vera rarità da non farsi scappare.
Vigne Mastrodomenico, una piccola azienda che fa un prodotto molto interessante e che sta raggiungendo ottimi livelli di crescita e qualità. Producono una sola etichetta ma quest’anno si sono presentati con un nuovo prodotto di entrata “Aglianico del Vulture DOC Mos 2008“. E’ un vino molto semplice, buoni sentori di frutta rossa e una leggera speziatura; è di facile approccio, ha una discreta struttura e una buona beva, ideale per chi vuole avvicinarsi lentamente all’ Aglianico del Vulture.
Passo, poi, al loro prodotto principale “Aglianico del Vulture DOC Likos 2008” e anche questa volta non mi delude! Naso complesso con sentori di confettura, prugna, lampone e un po’ di legno ma non fastidioso. In bocca è pieno, avvolgente con una buona struttura, il tannino è ruvido, ma già la bevibilità è buona. Ne riparleremo tra qualche anno, i risultati saranno ottimi!
Tenuta le Querce, una delle aziende più grandi e conosciute che producono buoni vini tra cui segnalo alcuni assaggi.
Aglianico del Vulture DOC Il Viola 2008“, vino d’ingresso che si presenta con un naso molto fruttato con sentori di mora e prugna, in bocca l’ingresso è caratterizzato da una forte acidità che lentamente viene avvolta dai tannini, discreta la beva. Saliamo di un gradino troviamo “Aglianico del Vulture DOC Rosso di Costanza 2007” nel quale ritrovo un profumo complesso e piacevole avvolto da una leggera nota vanigliata; in bocca è di corpo e il tannino ancora agressivo mi lascia pensare che ha ancora bisogno di un po’ di riposo. Vino di punta è la selezione “Aglianico del Vulture DOC Vigna della Corona 2004“, in cui ritroviamo profumi sensazionali che vanno dalle note di frutta rossa matura fino a quella delle spezie, liquirizia e caffè con una chiusura balsamica; in bocca è di gran piacevolezza e finezza.
Infine una chicca, il “Tamurro Nero 2004“, vino ottenuto da uve omonime autoctone della Basilicata, di colore rubino impenetrabile, il naso è molto speziato e i ricordi sono di liquirizia, caffè, erbe officinali e cioccolata. In bocca è di gran corpo e persistenza, un vino molto difficile che deve essere accompagnato da piatti ricchi e importanti. Da provare!
Qualche passo tra gli stand e raggiungo LeLuSi Viticoltori con Simona Labarbuta che mi aspetta per assaggiare insieme i suoi vini che conosco molto bene.
Si parte da “Aglianico del Vulture DOC Shesh 2006” che prende il nome dalle tipiche cantine di Barile (PZ) da dove provengono i loro vini. Al naso è leggermente etereo, forse complice anche il caldo, buono il frutto e la complessità. In bocca ha un buon corpo e un tannino mai fastidioso. Alla faccia del vino base!
Si passa poi a “Aglianico del Vulture LeLuSi 2005” in cui inizio a sentire le note speziate e piacevoli, leggermente ruffiane. In bocca è molto preciso e piacevole con un tannino fine e levigato, buona la struttura, a Simona piace definirlo un “vino femmina”.
Suo fratello è “Aglianico del Vulture DOC LeLuSi 2004“, in cui si possono subito sentire le note del caffè e del tabacco. Piacevolissimo in bocca con il giusto equilibrio in tutto, questo è il momento migliore per apprezzarlo.
Ed eccomi arrivato allo stand di una vecchia conoscenza, Carbone Vini, dove trovo Sara Carbone sempre pronta e disponibile.
Iniziamo subito con l’entry level “Aglianico del Vulture DOC Terre dei Fuochi 2009” profumato e semplice nell’approccio. Nonostante la giovane età il vino ha una beva straordinaria, capace di accompagnare un pasto intero.
Segue “Aglianico del Vulture DOC 400 Some 2007” e mi emoziono solo a guardarlo è il mio preferito e so che non mi deluderà. E’ proprio così, naso complesso, frutta rossa, prugna e spezie leggere. In bocca è un po’ scontroso, ma poi mi avvolge il palato e mi conquista. Tannino un po’ ruvido, ma nel complesso armonico ed equilibrato.
Si passa infine a ” Aglianico del Vulture DOC Stupur Mundi 2007“, in cui ritrovo profumi di confettura, un po’ di legno e leggeri soffi balsamici. In bocca è interessantissimo con un’ottima struttura e un bel tannino persistente, ma non fastidioso; lasciamolo riposare ancora un po’ per permettergli di esprimersi al meglio.
Mi allontano un po’ dagli stand e mi dirigo verso Cantine del Notaio e prima di fermarmi a parlare circa un’oretta con Gerardo Giuratrabocchetti, titolare dell’azienda, assaggio i suoi vini. Nell’ampia gamma proposta mi permetto di segnalare ” Aglianico del Vulture DOC La Firma 2008” nel quale al naso si ritrovano principalmente le note di liquirizia, cioccolato e un sentore che ricorda l’affumicato. In bocca ha ancora un tannino molto ruvido e persistente, accompagnato da una buona struttura. Passo ad assaggiare “Aglianico del Vulture DOC Il SIgillo 2007“, in cui emergono i sentori maturi e di confettura, dati, a mio parere, dalle uve surmature. La bocca è morbida, equilibrata e piacevole, tannino fine ed elegante, continuo a definirlo un vino che si fa piacere.
Non poteva mancare l’assaggio de “L’ Autentica 2007“, vino passito ottenuto da uve moscato e malvasia. Al naso si scatena un trionfo di note mielose, di frutta candita, fichi e caramello. In bocca è persistente, la corrispondenza gusto-olfattiva netta e precisa, mai stucchevole.
Poco distante mi fermo allo stand della Cantina di Venosa con la curiosità di riassaggiare i loro vini.
Da segnalare “Aglianico del Vulture DOC Gesualdo 2007“, ottenuto da un affinamento 50% acciaio e 50% legno, naso leggermente etereo, buona impronta di frutta rossa con qualche leggera nota vanigliata e speziata. In bocca è di gran spessore e potenza con un tannino molto deciso ma elegante, nel complesso piacevole. Interessante anche il “Dry Muscat“, un moscato in versione secca che dona i classici sentori piacevoli del moscato dolce e con la sua buona freschezza e discreta persistenza si presta come compagno di antipasti, formaggi freschi e piatti a base di pesce.
Sul punto di andare via avevo voglia di conoscere ancora qualcosa di nuovo e allora, complice Emanuela Mastrodomenico, mi avvicino allo stand di Tenute d’Auria e parto ad assaggiare la loro gamma di vini.
Tra le loro proposte mi hanno colpito particolarmente 2 vini; il primo è “Aglianico del Vulture DOC Strapellum 2007” che fa un affinamento in barrique di secondo e terzo passaggio per 12 mesi. Al naso sono presenti la frutta rossa, in cui individuo il lampone, e sentori di liquirizia e cioccolato. In bocca ha una buona struttura ed è potente, ma nello stesso tempo armonico ed equilibrato.
Il secondo vino che mi ha interessato è stato “Aglianico del Vulture DOC Rupe di Apollo 2007“, questa volta affinato per 18 mesi in barrique nuove che si notano subito al naso tramite sentori più vanigliati e speziati che ricordano sempre liquirizia e cioccolato. Il tannino è ancora molto scontroso e persistente. E’ austero, ma lascia intendere che ha solo bisogno di aspettare qualche annetto.

Lascio lo stand e mi accorgo che è arrivata l’ora di salutare questa magnifica regione con i suoi ottimi prodotti…al prossimo anno!

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2 risposte a Un angolo di Basilicata al Vinitaly

  1. kitty's kitchen ha detto:

    Mi viene voglia di partire per la basilicata all’istante🙂

  2. Giuseppe ha detto:

    Bellissimo resoconto, Davide.
    Non essendo potuto venire al Vinitaly non conoscevo dell’aglianico passito di Eubea, interessante novità, da provare quanto prima.

    A presto

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