Aglianico : Un Vitigno Nobile

Continua, presso la sede AIS di Torino, la rassegna dei Vitigni Nobili e, questa volta, si parla di Aglianico. Secondo voi potevo mancare? Da buon Lucano…no!

L’Aglianico, vitigno di origine Ellenica (da cui si crede derivi il nome) raggiunge il massimo della sua espressione in due precise regioni di’Italia : la Campania e la Basilicata.

E’ un vitigno che predilige colline ventilate con altitudini che vanno dai circa 200mt. di Falerno fino a 850 mt circa nel Vulture.

In Campania dà ottimi risultati nella zona di Taurasi, Falerno, Taburno e nel Cilento; in Basilicata lo troviamo nella zona del vulcano Vulture da cui prende il nome, Aglianico del Vulture.

In degustazione una batteria di 8 vini delle varie zone molto interessanti che , a mio parere, in alcuni casi rispecchiavano molto il territorio e trasmettevano le potenzialità di questo vigneto.

Aglianico del Taburno 2006 Fontanavecchia : colore granato, naso fine, frutta rossa, una  leggera speziatura e un ricordo di pellame. In bocca è sapido, fresco e giustamente tannico.

– Aglianico del Vulture “Teodosio 2004” Basilisco : colore granato molto fitto, al naso frutta matura e confettura con leggeri sentori speziati e ricordi terrosi. In bocca è fresco di media struttura e con un leggero tannino quasi polveroso.

– Aglianico del Vulture 2004 D’Angelo : colore granato un po’ morto, al naso leggeri sentori di ossidazione e di rabarbaro. In bocca è leggermente acido e sapido. A mio parere il campione non era perfetto.

– Taurasi “Radici 2005” Mastroberardino : un bel colore rubino tendende al granato. Un naso complesso, finemente speziato e balsamico. In bocca è molto fresco, elegante con un tannino finissimo. Lungo e persistente.

– Aglianico del Vulture “La Firma 2006” Cantine del Notaio : il colore è rubino molto fitto, il naso è complesso ed esplosivo, subito sentori di frutta, poi balsamico ed infine cacao, cioccolato e caramella mou! In bocca è morbdo ed equilibrato, forse un po’ grasso, con un’ ottima corrispondenza gusto-olfattiva.

– Taurasi “Macchia dei Goti 2006” Caggiano : colore granato un po’ scarico, sentori speziati e legnosi. In bocca è molto fine e piacevole con un tannino smussato ed elegante. Buona struttura.

– Falerno del Massico “Camarato 2003” Villa Matilde : granato vivo, al naso spezie, frutta cotta, terra. In bocca il tannino è ancora un po’ ruvido ma piacevole, sapido e di corpo. Un vino che ha stoffa.

– Montevetrano 2003 Silvia Imparato : colore granato, naso erbaceo e leggermete speziato. In bocca è sapido, armonico, morbido e preciso. Tannino fine e delicato.

Tutti ottimi vini anche se il Montevetrano non esprime assolutamente il territorio visto che è ottenuto dal 65% di Cabernet Sauvignon , 25% Merlot e 10% Aglianico quindi mi sento di dire che è un ” bordolese al Sud”; “La Firma” non è stata capita perchè  interpretato come un vino costruito e non di territorio. A mio parere è un vino molto complesso e non semplice, segue molto la tradizione  e la filosofia dell’azienda, interpretando in modo particolare il Vulture. Chi lo cerca sa quello che trova e quello che può dare…

 

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